17-18 agosto 2016 Appennino Tosco Emiliano

Il 17 e 18 agosto abbiamo affrontato l’Appenino Tosco Emiliano in moto.

E’ stata una sfacchinata: in due giorni abbiamo percorso chilometri e chilometri di strade di montagna, facendo quasi tutti i passi che esistono in quei luoghi :).  Certamente non abbiamo potuto apprezzare  ciò che questo bellissimo territorio ha da offrire, ma solo dato un’occhiata al paesaggio e esaudito il sogno di ogni motociclista incallito… abbiamo fatto passi passi passi e solo passi. Per me è stata dura, ma devo dire anche per l’autista : siamo arrivati a casa entrambi stanchi morti.

Stranamente l’itinerario non è stata una mia creazione, ma del libro presente in tutte le librerie “Italia in moto” ( Touring Editore). Quello di cui sto parlando è l’Itinerario numero 26 – Percorsi storici dell’Appennino Tosco Emiliano. Ovviamente noi siamo partiti da Borghetto di Vara, e il viaggio si è leggermente allungato, soprattutto per un mio errore di valutazione. Infatti sarebbe stato più “furbo” prendere l’autostrada almeno fino a Lucca, ma a noi piacciono le cose “strong” così ci siamo avviati verso il passo del Lagastrello, continuando senza paura ad inoltrarci nelle montagne fino a Castenovo nè Monti, Montefiorino, Pievepelago (e qui abbiamo iniziato ad essere dentro l’itinerario), fino al passo dell’Abetone. Questo giochino di quasi 200 km di strada non troppo ben messa aggiuntiva ci ha permesso di  sprecare tempo e di stancarci ben bene. Consiglio a tutti di prendere l’autostrada a meno che non vogliano testare la propria resistenza fisica ;).

Comunque siamo finalmente nell’itineraio, quindi belli carichi proseguiamo verso il passo di Oppio fino a Badi, dove il libro indica di prendere una strada stretta in mezzo al nulla fino a Castiglione dei Pepoli.                                                                                                                              Sarà stata la stanchezza, ma sinceramente, noi questa scelta non la condividiamo. La corsia è angusta e tra l’altro abbiamo incontrato camion andare come pazzi! Se non fosse stata inserita nell’itinerario non sarebbe stata una grande perdita:non ci sono motivi per ritenerla una strada che faccia sentire il piacere della guida sulle due ruote.

Da Castiglione dei Pepoli abbiamo proseguito verso il passo della Crocetta fino a Barberino di Mugello. Da qui i20160817_171626webl percorso si fa interessante e veramente piacevole, infatti ci siamo diretti  verso il Passo della Futa e della Raticosa godendo finalmente di queste curve prima di decidere di cercare un posto dove pernottare.

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Dopo la notte  trascorsa a Firenzuola eravamo indecisi se tornare a casa a causa del rischio maltempo, ma noi siamo tipi avventurosi quindi alla fine abbiamo deciso di affrontare la sorte e continuare il tour in moto.

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Il cielo sembrava minacciare acquazzoni ma siamo saliti senza un goccio di pioggia fino al Passo del Giogo, per poi riscendere fino a Sieve. 20160818_091432 20160818_091727Purtroppo  non so perchè sulla guida facciano continuare fino a Sieci, praticamente a Firenze! E’ veramente odioso, dal nostro punto di vista, viaggiare in zone con molto traffico per via dello smog che si attacca addosso e che rende poco piacevole la respirazione. Comunque dopo Pontassieve ci siamo diretti al Passo della Consuma dal quale si gode di un meraviglioso panorama.20160818_111138

Pausa pranzo e poi via verso Valico Croce a Mori in direzione del famosissimo Passo del Muraglione. E’ vero che ci sono moltissimi motociclisti e si capisce perchè sia molto amato. L’asfalto è bello e il tracciato è uno spasso per le due ruote. Si tratta di uno dei più bei passi che, per ora, abbiamo fatto con la nostra moto ed è valso sicuramente  il viaggio e la fatica!20160818_125724

Da San Benedetto in Alpe abbiamo proseguito su una strada piccola e poco piacevole fino a Marraddi, facendo il  Passo della Peschiera, siamo arrivati alla Colla di Casaglia. Qui abbiamo deciso di terminare il giro e di scendere verso Prato per prendere l’autostrada e così raggiungere casa agevolmente.

In conclusione abbiamo fatto più di 500 km in due giorni di strade di montagna. Per tanti, e anche secondo noi, siamo un pò “matti”, ma l’esperienza insegna tante cose. Direi che per quello che mi riguarda non ho più intenzione di prendere alla lettera un itinerario consigliato da un libro o da qualcuno / qualcosa senza prima averlo analizzato a fondo. E’ stata la prima volta che mi sono affidata ad altri per un giro in moto ed è andata male: qualche strada è stata bella ma ci sono stati tanti passaggi che secondo me hanno solamente allungato il kilometraggio e non hanno dato niente in cambio tranne aumentare la fatica.

Inoltre è bello fare i passi, ma comunque è necessario godere anche di quello che c’è nella zona che si visita : paesaggi, cibo, storia e persone. Insomma dalla moto bisogna anche scendere ogni tanto!Ovviamente ognuno deve trovare il suo stile. Noi concordiamo che   l’ideale per noi è il viaggio- avventura  inteso come viaggio autentico alla scoperta dei territori, delle persone, delle usanze, non programmando quasi nulla, andando all’avventura con un budget ridotto, accettando il rischio di potersi trovare deboli in mezzo ad un ambiente sconosciuto. Questo tipo di esperienza ci da così tanto! Siamo sempre insaziabili di curiosità per ciò che per noi è inesplorato: ogni volta che torniamo a casa non vediamo l’ora di ripartire.

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