27 maggio. Adios Espana

Con tristezza oggi abbiamo salutato la Spagna. Il viaggio di ritorno in moto inizialmente è partito sotto un cielo nuvoloso, che a parte farci pensare ad un acquazzone, ci ha solo fatto piacere, poiché la temperatura era molto più mite del solito.
Per il pranzo ci siamo fermati in un paesino nell’entroterra tra Barcellona e Girona: Artes. È stato strano l’impatto con il catalano, ma comunque l’atmosfera era sempre spagnola, e il cibo ottimo: abbiamo mangiato una crema catalana rivisitata dallo chef buonissima 🙂
In totale i km percorsi oggi sono stati “solo” circa 600 , ma le ore di guida sono state tante perché purtroppo dal confine con la Francia in poi le strade che abbiamo intrapreso sono state molto trafficate. Fortunatamente essere in moto ci ha pernesso di saltare un sacco di code!
Rispetto alla Spagna i motociclisti francesi sono molto solidali: quando ci siamo fermati al bordo di una strada per sistemare il navigatore, nell’arco di 10 minuti, due motociclisti si sono accostati per chiederci se avevamo bisogno e altri ci hanno fatto cenno dalla carreggiata opposta per sapere se andava tutto bene. Questo in Spagna non è mai successo.
In compenso in tutte le strade spagnole abbiamo riscontrato una maggior disciplina negli automobilisti, invece qui in Francia vanno come pazzi.
Poi parliamo dei campeggi…
Si dice che la Francia abbia i più belli, essendo forse la Nazione che ne possiede di più, e quella votata alle vacanze di questo tipo. Beh per quella che è la nostra attuale esperienza siamo rimasti delusi( anche se pronti a ricrederci):oggi per la prima volta abbiamo deciso di rifiutare una piazzola e il campeggio intero.
Erano le 18.00 e avevamo scelto il campeggio più vicino alla nostra posizione. Premetto che le recensioni erano molto positive. Arrivati ci ha accolti una signora un po’ svampita, che  ci ha assegnato una piazzola ( in Spagna a parte un caso abbiamo sempre potuto scegliere noi dove accamparci),poi non trovando la chiave per il cancello elettrico principale da fornirci, siano dovuti passare nello stretto passaggio pedonale, perché si è dimenticata di alzarci la sbarra. Arrivati abbiamo trovato l’erba alta e l’albero che vi ci si trovava sembrava sul punto di cadere da un momento all’altro. Inoltre questo camping aveva l’anomala caratteristica di fornire il bagno privato. Abbiamo scoperto che si trattava di una casetta in cemento di un metro quadrato con wc lavabo e doccia, tutti compressi in quel piccolo spazio, e sul punto di disintegrarsi a pezzi. A questo punto essendo la Francia piena di alternative abbiamo deciso di andarcene. Ma la signora della reception ci ha proposto di vedere un’altra sistemazione, e per gentilezza siamo andati a vederla, ma la situazione era la medesima. Così abbiamo ringraziato e ce ne siamo andati per sempre.
Dopo 3km siamo arrivati al campeggio successivo, e siamo riusciti a farci assegnare una piazzola pochi secondi prima delle 19, ora della chiusura. È andata bene, perchè abbiamo rischiato o di dormire in albergo o di fare campeggio libero nelle risaie (in Spagna minimo la reception è aperta fino alle 20).
Il cibo della cena è stato molto buono, anche se caro. È dura riabituarsi agli standard francesi dopo essere stati in Andalusia, dove mangiare costa pochissimo.
Ci troviamo a 15 km prima di Narbonne e  non sappiamo ancora cosa faremo domani:  ora sta piovigginando.

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